Il caso

Afragola, interdetta Masseria Ferraioli, (ex Masseria Magliulo) per presenza di amianto. Un mese fa la visita del presidente della Camera Fico

L'ufficio tecnico comunale ha interdetto l'area interna alla Masseria per la presenza di amianto non rimosso. Dal comune promettono che lo toglieranno. Ma i dubbi su come viene gestito il bene permangono. Sotto accusa la modalità di concessione degli orti definita non proprio chiara e limpida. Mistero fitto la sparizione di tantissime piante di pesco che, secondo i beni informati erano malate di armillaria. Il comune titolare delle piante, non ne sa nulla. Che fine hanno fatto? e poi l'acqua del pozzo della masseria utilizzata anche dai loro dirimpettai. Una convivenza un po particolare che porrebbe qualche dubbio sulla reale sottrazione del bene a chi lo aveva prima. Un mese fa il presidente della camera Fico seduto a pochi metri dall'amianto.

Incominciano a venire a galla i tanti misteri di Masseria Ferraioli, ex masseria Magliulo, bene confiscato a quel clan che si contrapponeva al clan Moccia in una feroce guerra di camorra degli anni ottanta, è stata interdetta per la presenza di amianto. Ad emettere il provvedimento l'ufficio tecnico comunale che ha interdetto l'intera area di accesso nella parte interna della sola masseria per la presenza di amianto. Un mese fa la visita del presidente della camera Roberto Fico. La decisione, è avvenuta dopo che sia i carabinieri di Afragola che l'ufficio tecnico comunale, scoprirono vicino ad un muro la presenza di alcune colonne e scarti di eternit, prodotto molto noto alle cronache per la presenza di amianto all'interno. Le 4 cooperative, ( secondo quando sostengono loro) già avevano segnalato la presenza dell'amianto agli uffici competenti del comune di Afragola, ma mai nessuno ha mosso un dito. In realtà lo dovevano togliere loro. Ma siccome la presenza di quelle cataste di eternit giacerebbe da molti anni, allora perché far venire un presidente della camera in un'area dove a pochi passi vi erano quei tubi ritenuti dall'opinione pubblica pericolosi? mistero. Sta di fatto che, adesso tutta l'area è stata interdetta, fino a quando non sarà attuata una adeguata bonifica. Infatti, in una riunione svolta presso l'ufficio tecnico comunale Martedì scorso, insieme alle cooperative tra cui Terzo Settore che è quella capofila, avevano promesso di farsi carico per togliere quelle lastre di amianto. Ma non è stato fatto. Giunti a questo punto, il comune ha preferito interdire l'area all'accesso delle persone. "Lo faranno a breve" hanno comunicato dalla casa comunale. Però, i sospetti permangono. Perché non farlo prima? mistero pure questo. Sta di fatto però, che aumentano i mugugni su come viene gestito l'intero complesso di masseria Ferraioli, con i suoi orti e tutto quello che prevede la convenzione stipulata con la vecchia amministrazione comunale di centro sinistra. Infatti, ad alcune persone a cui era stato affidato l'orto, gli è stato revocato solo perché avevano parcheggiato male la loro auto oppure per averlo trascurato. Secondo quanto sostengono gli esclusi, era solo una classica scusa perché qualcuno aveva denunciato la presenza di rifiuti come amianto, e calcinacci proprio dove si dovevano coltivare gli ortaggi. Le cooperative avevano promesso i carotaggi. Ed i risultati? Mistero. Non solo. Ci sarebbe pure chi detiene più di un orto con svariati metri quadrati facendolo assegnare anche al figlio. Il mistero più fitto, è quello della sparizione delle piante di pesco. Chi gestisce il bene, parla che migliaia di piante di pesco erano malate di armillaria. E la relazione dell'agronomo? Ed il comune ha autorizzato l'estirpazione? Mistero pure questo. Sta di fatto che le piante di proprietà del comune sono sparite, ed a loro posto ci sarebbe un parcheggio per auto. Poi vi è anche questa sorta di convivenza un po particolare con chi gestisce i terreni a cui lo stato ha sottratto Masseria Magliulo attuale Ferraioli. Infatti, l'acqua del pozzo della Masseria, viene utilizzata anche dai loro dirimpettai. E' legale tutto questo? Altro mistero. Se il pozzo è del bene confiscato, l'acqua non dovrebbe essere data a chi lo stato lo ha punito per le sue vicissitudini passate nel mondo del crimine locale. In dispregio di quella famosa legge “Rognoni-La Torre” che è costata la vita a chi l'ha voluta. Insomma, il presidente della camera Fico, affermò che questo modello di gestione era un esempio da seguire. I dubbi permangono

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