Il caso

Afragola, polemica per il taglio degli alberi nella pineta. Zanfardino Pd: "ecco il cimitero dei cedri". Montefusco:" pura demagogia"

Si è provveduto a tutto, ma tranne la protezione del verde pubblico. In sostanza, la perizia parla che i colletti in cemento armato che circondano ogni singola pianta, hanno bloccato l'attività di espansione naturale delle radici provocandone l'instabilità della pianta stessa. Da qui, la scelta di mettere in sicurezza tutta la pineta comunale attuando la dolorosa scelta di tagliare le piante. Su 62 alberi, solo 8 si riescono a salvare. Si scatena la polemica. "Chi ha fatto i lavori?" Per Zanfardino Pd " assisteremo al cimitero dei Pini". Montefusco risponde che è pura demagogia annunciando denunce penali ed alla Corte dei Conti sui lavori di viale Sant'Antonio e l'abbattimento del cedro di Piazza Gianturco. Il danno ammonta ad 80mila euro.

Questione tagli di 62 alberi nella pineta comunale: ecco il risultato delle perizie. A decidere l'abbattimento di 62 cedri appartenenti ad un'area da cui è sorta poi la pineta comunale, sono state due perizie di agronomi chiamati dal comune di Afragola nell'esprimersi in merito al destino degli alberi, che in un certo qual modo sono stati spettatori per più di cento anni della vita afragolese. Il doloroso epilogo, si è avuto dalle analisi fatte dagli esperti intervenuti sul posto dove hanno appurato che a decidere il destino di quelle piante, è stata la volontà dell'uomo nell'eseguire lavori di riqualificazione dell'intero complesso appartenente alla pineta comunale negli ultimi 25 anni. Si è provveduto a tutto, ma tranne la protezione del verde pubblico. In sostanza, la perizia parla che i colletti in cemento armato che circondano ogni singola pianta, hanno bloccato l'attività di espansione naturale delle radici provocandone l'instabilità della pianta stessa. Da qui, la scelta di mettere in sicurezza tutta la pineta comunale attuando la dolorosa scelta di tagliare le piante. Su 62 alberi, solo 8 si riescono a salvare. Su questa scelta, si sono scatenate dure polemiche da parte delle opposizioni con il segretario del Pd Francesco Zanfardino che a mezzo social, racconta come sia necessario fare chiarezza sulla questione soprattutto economica visto che sarebbe stata autorizzata una spesa di 5000 mila euro per capire il perché della decisione.“Ci attende, il cimitero dei pini. Non possiamo attendere le lungaggini degli accessi agli atti, che comunque faremo. Stiamo lavorando per fare chiarezza”.A rispondere ci ha pensato Biagio Montefusco presidente della commissione territorio e lavori pubblici che ha chiamato in causa le scelte scellerate della vecchia amministrazione tuccilliana di piantare 6 canfore in due blocchi da 3 a viale Sant'Antonio ritenute controindicate per la loro natura, poiché le radici potrebbero rompere i marciapiedi. Il consigliere, ha annunciato pure la denuncia alla Corte dei Conti in merito al cedro secolare abbattuto a Piazza Gianturco durante i lavori commissionati dall'amministrazione uscente guidata dall'ex sindaco Domenico Tuccillo. Secondo Montefusco “a giorni verrà presentata denuncia alla Corte dei Conti, Anac e Procura della Repubblica contro l'attività svolta dalla precedente amministrazione per i disastri prodotti dalla riqualificazione di viale Sant'Antonio e Piazza Gianturco. È evidente che l'approccio di una certa sinistra alle problematiche ambientali, è pretestuoso e demagogico. Dovrebbero fare un grande mea culpa per i danni prodotti, ma soprattutto per lo scarso rispetto che hanno per questa città e per quegli elementi storici che la caratterizzano”.

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